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Who & Why 2017-07-24T19:34:53+00:00

Dario Nardi, nato a Ferrara nel 1985, laureatomi in Scienze biologiche conseguo successivamente la specializzazione in Biologia Marina. Negli anni ho coltivato la mia dedizione per l’elemento acquatico conseguendo il brevetto subacqueo e la patente nautica.

La fotografia , sconfinata poi nella produzione video, mi ha da sempre accompagnato in ogni spostamento facendomi da memoria artificiale.  Dai primi passi percorrendo l’Europa alle montagne Marocchine,dalle coste Messicane ai 16.000km sulle strade Australiane, dai vulcani del Nicaragua alle umide foreste pluviali del Costarica, dalle nere isole canare alle candide quanto minuscole isolette dei kuna yala a Panama . Sedotto e mai abbandonato dal fascino del vivere migrando.

Aerei,autobus ,auto,furgoni,pick up,taxi  colectivos , moto e svariati tipi di velocipedi motorizzati hanno alleviato il peso dei  miei spostamenti negli anni, ma un viaggio di migliaia di chilometri in bici è un’ esperienza che ancora dovevo affrontare. É una sfida personale consapevole del fatto che già molteplici valorosi, ben più esperti di me, hanno pedalato duramente per affrontare viaggi altrettanto lunghi ed estenuanti.

Mi sono sempre spostato per pura dedizione personale al movimento, per ritrovarmi o per perdermi, per opportunità o per disperazione,  per arricchirmi e per evolvere .  Questa volta metto a disposizione gambe e cuore per veicolare il mio messaggio di coscienza ecologica, una dimostrazione di come ognuno nel suo può possa cambiare le cose anche solo facendo scelte differenti e ragionate. Le alternative sostenibili esistono già in tutti i più comuni ambiti del viver quotidiano.

Quello che voglio raccontare non è quindi unicamente la storia di un viaggio in bici. É la narrazione di come una attività nobile come il viaggio possa diventare anche un tramite essenziale per dare voce ad un messaggio importante.  Usare il percorso stesso come grido di aiuto.

Fotografare e riprendere sono i miei strumenti per documentare i luoghi e le persone che possano delineare al meglio la faccia della vita reale che si scontra contro questa tragica emergenza ecologica.

Cosa stiamo logorando veramente?   Chi ci sta perdendo di più?